Enotria

La più antica menzione dell’ethnos è documentata alla fine del VI sec. a.C. in Ecateo di Mileto (FGrHist, I, 64-71) che attribuisce agli Enotri una serie di città situate “all’interno” (en mesogeiai) rispetto a un’Italìa coloniale greca coincidente, in un’accezione ristretta, con la fascia costiera calabrese a sud dell’istmo tra il Golfo di Sant’Eufemia e quello di Squillace. "Treccani"

VE Verbicaro

Coltivato e prodotto sulle falde occidentali del Massiccio del Pellegrino L'area di produzione ricade nella provincia di Cosenza, tra i comuni di Grisolia, Santa Maria del Cedro, Santa Domenica di Talao, Orsomarso e Verbicaro, da cui prende il nome. I vitigni utilizzati per ottenere questo vino crescono sui terreni collinari calcarei e porosi del versante occidentale del Massiccio del Pellegrino. Il Verbicaro si produce dunque a ridosso della fascia costiera tirrenica che garantisce un clima sostanzialmente mite tutto l'anno, privo di escursioni termiche e ricco di piovaschi.

PO Pollino

Si produce nei territori dei comuni di Civita, Frascineto, Castrovillari, Saracena e Cassano allo Ionio tutti nella provincia di Cosenza.I vitigni utilizzati per produrre questo ottimo vino Doc crescono dunque alle falde meridionali del Massiccio del Pollino, su terreni argillosi e calcarei che permettono una maggiore densità delle coltivazioni in virtù di un'alta permeabilità. Il clima risente in via principale di forti escursioni termiche, ma offre comunque un elevato apporto d'acqua ai vitigni che risultano quindi poco corposi.

SVL San Vito di Luzzi

Luzzi è un piccolo comune posto sulle basse pendici occidentali dell'Altopiano della Sila che digradano dolcemente verso l'ampia Valle del Crati. I vitigni coltivati in quest'area della Calabria risentono di un clima umido e poco temperato, la cui caratteristica principale è data dai frequenti sbalzi di temperatura sia notturna che stagionale.




SA Savuto

L'area di produzione, che interessa 13 comuni della provincia di Cosenza e altri 6 comuni della provincia di Catanzaro, si estende lungo la valle del fiume Savuto, vero confine naturale tra le pendici nord-occidentali del Massiccio del Reventino e la parte più meridionale della Catena Costiera, che si allunga in direzione nord-sud sul tirreno cosentino.

GB Greco di Bianco

Vino passito dotato di eccezionali finezze organolettiche, con la rara caratteristica di presentare un'elevata quantità naturale di alcool in armonia con l'acidità reale, il Greco di Bianco è un ottimo vino prodotto con vitigni nati nel paese di Bianco.L'area di produzione è dunque da inquadrarsi sul litorale ionico della provincia di Reggio Calabria, poco più sud della Locride. Tra i vini più antichi d'Italia, di certo quello di cui si abbia la più antica testimonianza storica.

LZ Lamezia

E'un ottimo vino tipico prodotto nella Piana di Sant'Eufemia, tra i quali Gizzeria, Falerna, Maida, San Pietro a Maida, Pianopoli e Lamezia Terme. L'area di produzione si sviluppa dunque tra le falde occidentali del Massiccio del Reventino, e la costa del Mar Tirreno.

MS Melissa

Già Ovidio nel I secolo a.C. cita il borgo di Melissa come un luogo ameno ricco di vigne, da cui si estraeva un vino forte e corposo secondo le tecniche introdotte dai coloni greci. La zona di produzione ricade nella zona collinare del Marchesato di Crotone, Carfizzi, San Nicola dell'Alto, Umbriatico e Melissa da cui prende il nome, e Pallagorio, Casabona, Rocca di Neto, Scandale, Strongoli e Santa Severina e Castelsilano.

BI Bivongi

Coltivato nella Catena delle Serre, tra Bivongi, Caulonia, Monasterace, Riace e Stilo nella provincia di Reggio Calabria, e nel comune di Guardavalle sito nella provincia di Catanzaro.

CO' Cirò

Coltivati sui terreni aspri e siccitosi della provincia di Crotone, tra i comuni di Cirò, Cirò Marina, Crucoli, Melissa e Rocca di Neto, Primo è il più antico prodotto in Calabria, diretto discendente del famoso Krimisa, vino prodotto sulla fascia ionica dagli antichi popoli achei.

DN Donnici

Si produce nelle tre classiche qualità di rosso, rosato e bianco tra i comuni di Aprigliano, Cellara, Dipignano, Mangone, Pedace, Piane Crati e Pietrafitta, ricadenti nella provincia di Cosenza. L'area di produzione dunque è localizzata nell'alta valle del fiume Crati stretta tra le pendici occidentali della Sila ed il versante orientale della Catena Costiera, ad altezze comprese tra i 400 e gli 800 metri sul livello del mare

Elaioteca

In Calabria, il patrimonio olivicolo può contare su di almeno 33 cultivar di olivo differenti: Borgese, Carolea, Cassanese di Lauropoli, Cerchiara, Chianota, Ciciarello, Corniola di Villapiana, Razza, Dolce di Rossano, Fecciaro, Fidusa, Grossa di Cassano, Grossa di Gerace, Mafra di Cerchiara, Melitana, Miseo, Napoletana, Nostrana di Amendolara, Ottobratica, Pargolea, Pennulara, Perciasacchi, Policastrese, Pugliasca, Rezza, Roggianella, Santomauro, Sinopolese, Squillaciota, Tombarello, Tonda di Strongoli, Tondina, Zinrifarica. nomi che evocano una millenaria tradizione sulla coltivazione dell'ulivo e dell'olio poi....
Nella regione - secondo i dati di Coldiretti Calabria - la superficie dedicata all'Olea europaea, nome scientifico della pianta che da secoli denota il panorama collinare e pianeggiante del territorio calabrese, è pari 185.915 ettari, cioè un terzo della superficie agricola regionale...210.000 tonnellate di olio, pari al 32% della produzione nazionale.Il microclima dello “stivale”, attraversato completamente da aspre montagne e circondato dal mare, è ideale per l’olivo che cresce ovunque, sul versante  tirrenico e su quello ionico.Dagli scavi del villaggio protostorico di Enotri, la cui origine risale a 3500 anni fa, furono recuperati grandi dolii che dimostrano come l’olio di oliva fosse presente a partire dall’Età del Bronzo e prima dell’arrivo dei coloni greci, che sbarcarono in Calabria nel VII secolo a.C.


Non soltanto il vino canta,
anche l’olio canta,
vive in noi con la sua luce matura
e tra i beni della terra
io seleziono,
olio,
la tua inesauribile pace,
la tua essenza verde,
il tuo ricolmo tesoro che discende
dalle sorgenti dell’ulivo.

Pablo Neruda

Suino Nero Calabrese

Il suino nero calabrese o appulo calabro è una razza autoctona. La lenta crescita rende la sua carne particolarmente adatta alla produzione di salumi e insaccati di grande qualità. Un razza molto rustica e robusta, allevata allo stato semibrado dal Pollino all’Aspromonte, esposta quindi a caccia indiscriminata, cosa che, insieme ad alte caratteristiche produttive e alla ridotta fertilità, ne aumenta il rischio di estinzione. I prodotti ricavati dal nero calabrese si distinguono per i sapori e gli aromi particolarmente esuberanti e intensi, che ricordano le fragranze tipiche delle montagne silane e aspromontine. Sono molti i prodotti fatti a partire dal nero calabrese e apprezzati in tutta Italia: dai salami alle soppressate, dal lardo al capocollo, passando per pancetta, salsicce e ‘nduja.